L'INFERNO

[...] Di giorno in giorno si comincia ad avere la percezione reale di cosa ha prodotto diffusamente un fatto climatico estremo. Perché, sì certo, è stato estremo: chi ha seguito i bollettini e le immagini radar ha visto l’ampiezza e l’intensità del mostro che si stava formando. Ma sbagliamo a pensare che estremo significhi eccezionale, cioè che possa capitare ‘eccezionalmente’. Forse un tempo era così, ora non più, ora parlano i fatti.

Negare i cambiamenti climatici è da dementi. Negare la complicità dei comportamenti umani e delle scelte politiche che assurdamente continuano a perseguire questo modello di sviluppo è irresponsabile e pericoloso.

I fenomeni sistemici complessi, com’è la biosfera, funzionano per progressioni esponenziali, funzionano con meccanismi come il collasso ad esempio. Per rallentare e invertire processi fisici e biochimici già ampiamente in atto, e in parte compromessi, bisognerebbe avere una prospettiva di almeno trenta/cinquant’anni. Gli scienziati ce ne danno dodici, che in questa materia vuol dire zero. Vuol dire adesso.

[...] Secondo l’IPCC le emissioni di CO2 nette globali prodotte dall’attività umana dovrebbero diminuire di circa il 45 per cento rispetto i livelli del 2010 entro il 2030, raggiungendo lo zero intorno al 2050. “Limitare il riscaldamento a 1,5°C è possibile per le leggi della chimica e della fisica, ma richiederebbe cambiamenti senza precedenti”, dice Jim Skea, co-presidente del Working Group III.

Stiamo alimentando una progressione incontrollata di fenomeni climatici estremi e al contempo ci siamo resi vulnerabili con una gestione dei territori e degli ecosistemi scellerata: abbiamo una fragilità idrogeologica enorme, rischi sismici elevati, abbiamo distrutto interi ambiti di mitigazione. Continuiamo imperterriti a costruire, a impermeabilizzare i suoli, a disboscare, a occludere reti di scolo delle acque, a creare isole di calore con cemento e asfalto. Continuiamo a preferire le fonti fossili, a spolpare risorse dagli ecosistemi con mega estrazioni e mega infrastrutture, per mantenere una macchina di consumi insostenibile, globalmente e localmente

Estratto da L'inferno, di Rebecca Rovoletto, pubblicato su Comune-info.net. Per leggere l'articolo completo clicca qui.



Questa, inoltre, la conclusione di un dettagliatissimo articolo pubblicato su nimbus.it, il Sito ufficiale della Società Metereologica Italiana (SMI).

COLPA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE? 
FORSE PARZIALMENTE, ANCORA DIFFICILE DIRLO...

"Una tempesta come quella del 29 ottobre 2018 in Italia è stata causata dai cambiamenti climatici e dal riscaldamento globale?" E' una delle domande più frequenti in questi giorni...

A differenza dell'aumento delle temperature medie, che l'intera comunità scientifica attribuisce all'effetto delle attività umane, nel caso dei singoli eventi meteorologici estremi (come nubifragi, tempeste di vento...) non è ancora possibile riconoscere un legame diretto.

Alluvioni, tempeste e mareggiate fanno parte da sempre della storia del nostro territorio e si verificavano anche in un passato lontano in cui le attività antropiche non influivano sul clima (si pensi all'episodio ancora più grave del novembre 1966).

Come riconosciuto nel caso dei tornado italiani da uno studio del 2017 di Mario Miglietta (CNR-ISAC) e colleghi, è probabile che alla violenza dei fenomeni osservati nei giorni scorsi abbia in parte contribuito, ad esempio, la superficie del Mediterraneo ancora troppo calda al termine di un ottobre con temperature 1-2 °C sopra media - tramite una maggiore disponibilità di energia e vapore acqueo, tuttavia non sappiamo (ancora) quanto.

In ogni caso, i modelli di simulazione climatica segnalano per i prossimi decenni una tendenza all'aumento dei fenomeni atmosferici estremi. Inoltre in alcune zone del mondo come gli Stati Uniti è già statisticamente riconoscibile una maggiore frequenza delle piogge violente.

Dunque dobbiamo prepararci con un'adeguata pianificazione territoriale e una maggiore educazione dei cittadini all'autoprotezione civile.

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"La cultura [... ] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri."
(Antonio Gramsci da Socialismo e cultura, Il Grido del popolo, 29 gennaio 1916)

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