Dopo l'elogio del silenzio (IL SILENZIO, Einaudi 2017) Erling Kagge fa ora quello dello spostarsi a piedi (CAMMINARE. Un gesto sovversivo, Einaudi 2018).

 Camminare è diventato un gesto sovversivo. Non serve essere atleti professionisti, aver scalato l'Everest o raggiunto il Polo Nord, come Erling Kagge. La rivoluzione è alla portata di chiunque. Basta decidere di rinunciare a qualche comodità e spostarsi a piedi ogni volta che è possibile. Anche in città, anche nel quotidiano. Sottrarsi alla tirannia della velocità significa dilatare la meraviglia di ogni istante e restituire intensità alla vita. Chi cammina gode di migliore salute, ha una memoria piú efficiente, è piú creativo. Soprattutto, chi cammina sa far tesoro del silenzio e trasformare la piú semplice esperienza in un'avventura indimenticabile.
(note di copertina)

Nulla è più istruttivo del veder camminare uno che pensa, così come nulla è più istruttivo del veder pensare uno che cammina. Thomas Bernhard

Camminare è una delle costellazioni del cielo stellato della cultura umana, una costellazione formata da tre stelle: il corpo, la fantasia e il mondo aperto. Rebecca Solnit

La mia camminata preferita è sempre quella che farò. Potrebbe essere una passeggiata nei boschi questo pomeriggio o tornare a casa a piedi dall’ufficio domani». Perché camminare fa bene, al corpo e allo spirito. Chi cammina vive più a lungo e ha una memoria migliore. E soprattutto camminare sviluppa il pensiero. Le gambe arrivano a pensare prima che lo faccia il nostro cervello perciò è possibile trovare risposte a domande che non sapevamo nemmeno di porci .
Camminare significa vedere sé stessi, amare la terra e lasciare che il corpo si muova al ritmo dell’anima.
Erling Kagge