Sezione: Cinema
Biblioteca: STREAMING
Anno: 1963
Note: Film tratto da un racconto di David Maria Turoldo. Versione integrale, 93', b/n

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Recensione

Regia: Vito Pandolfi
Soggetto: David Maria Turoldo
Sceneggiatura: Vito Pandolfi e David Maria Turoldo
Interpreti: Adelfo Galli, Lino Turoldo; Margherita Tonino, Riedo Puppo, Vera Pescarolo, Elio Ciol, Laura De Cecco, Vincenzo Jacuzzi.

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Il Friuli contadino degli anni Trenta è raccontato attraverso la vicenda personale e gli occhi del bambino protagonista, Checo. Ispirato al racconto di David Maria Turoldo "Io non ero un fanciullo" il film è la combinazione dell'incontro fra padre David e Vito Pandolfi, brillante intellettuale che gravita nella sfera del PCI. La versione è quella integrale presentata in una saletta del Lido alla Mostra di Venezia nel 1962 e ricostruita nel 2013 dalla Cineteca, che per i 50 anni del film ha realizzato, con il Centro Espressioni Cinematografiche e Cinemazero.

Gli ultimi avrebbe dovuto essere il primo episodio di una trilogia ambientata in Friuli. Era questo l’ambizioso progetto di David Maria Turoldo: una lunga elegia, non rinunciataria, degli ultimi contadini attaccati alla terra, la stessa che nel 1916 gli aveva dato i natali, amata, abbandonata e rimpianta, divenuta oggetto di poesia; ora, a cantarla voleva fosse il cinema.

Primo esempio di cinema professionale in Friuli, il film non ha fortuna. Dopo la prima udinese circola pochissimo in Italia e ben presto le poche copie finiscono per deteriorarsi. I tempi non sono maturi per un’opera anomala nel contesto storico e cinematografico dell’Italia degli anni ‘60. Turoldo deve lottare contro i pregiudizi: la scarna realtà rappresentata suscita in chi è già proiettato in una fuga ottimistica e consumistica da miracolo economico un profondo disagio ed un senso di rifiuto verso qualcosa che appare vecchio e superato. Tutto questo determina l’impossibile visibilità del film e l’insuccesso commerciale. Turoldo abbandona l’idea della trilogia che avrebbe dovuto mostrare il futuro del pastorello trasformato in emigrante, da povero in Friuli ad arricchito all’estero, ma con la voglia di tornare nella sua patria.