Sezione: Ecologia
Pagine: 9
Biblioteca: ARCHIVIO DIGITALE PDF
Anno: 2020
File: Rob_Wallace_-_2_interviste_marzo_2020.pdf
Note: Secondo Wallace l’incremento degli incidenti con virus sono direttamente legati alle strategie delle corporazioni agricole e dell’allevamento.

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Recensione

Due preziose interviste al biologo Robert Wallace: la prima rilasciata l'11 marzo a Yaak Pabst, della rivista socialista tedesca Marx21. La seconda rilaciata a Giuditta Pellegrini e pubblicata il 2 aprile su Il Manifesto.


  Wallace è l'autore del volume Big Farms make Big Flu, pubblicato nel 2016, un libro importante per tracciare la connessione tra i modelli della produzione capitalista di bestiame e l’eziologia delle epidemie esplose negli ultimi decenni: “Big Farms Make Big Flu” (le mega-fattorie producono macro-influenze).

In queste due interviste Wallace sottolinea una idea chiave: concentrare l’azione contro il Covid-19 su mezzi d’emergenza che non combattano le cause strutturali dell’epidemia è un errore dalle conseguenze drammatiche. Il principale pericolo che fronteggiamo è considerare il nuovo coronavirus come un fenomeno isolato.

Come spiega il biologo statunitense, l’incremento degli incidenti con virus, nel nostro secolo, così come l’aumento delle loro pericolosità, sono direttamente legati alle strategie delle corporazioni agricole e dell’allevamento,  responsabili della produzione industriale intensiva di proteine animali.

Queste corporazioni sono così preoccupate per il loro profitto da assumere come un rischio proficuo la creazione e propagazione di nuovi virus, esternalizzando così i costi epidemiologici delle loro operazioni agli animali, alle persone, agli ecosistemi locali, ai governi e, proprio come mostra la pandemia attuale, allo stesso sistema economico mondiale.