RASSEGNA ONLINE 1/2020
Un mese è passato dal giorno in cui abbiamo dovuto annullare la Rassegna 2020 presso il Cinema Multisala Verdi di Vittorio Veneto.  Oggi, in piena emergenza virus proponiamo la prima rassegna online in streaming con una selezione di  5 film da scegliere a proprio piacimento, facili da vedere. Per guardarli da casa  basta un clic. Tutti i film sono  disponibili in streaming fino al 3 aprile, senza registrazioni.
Cinema e Ambiente sostiene la campagna #iorestoacasa


Re della terra selvaggia (Beasts of the Southern Wild )
film, USA 2012, 92’, colore
Regia di Benh Zeitlin
con  Quvenzhanè Wallis, Dwight Henry, Levy Easterly

Per vedere Re della terra selvaggia su Raiplay (disponibile fino al 31 marzo) CLICCA QUI

Vincitore della Caméra d'or a Cannes 2012 e di un'altra dozzina di premi in altri festival.

  Ambientato a New Orleans dopo l'uragano Katrina, nell'immaginario ghetto “Vasca da Bagno”, dove i bambini imparano la vita in strada invece di andare a scuola. È un mondo a parte, separato da quello asciutto perché difeso da una grande diga che non risparmia dalle inondazioni. Ma i suoi abitanti non conoscono la paura né la resa, in un mondo pervaso dall'indomabile bayou , indomabile come Hushpuppy, voce narrante di una bambina di 6 anni, la vera rivelazione del film, che del mondo sa già tutto quel che serve, compresa la sua fine: i ghiacciai si stanno sciogliendo, le acque avanzano, lasciando via libera ai giganteschi Uri, bestie primordiali. Quando l'uragano arriva, Hushpuppy e gli altri emarginati non lottano contro la Natura, ma col sistema capitalistico che cerca di neutralizzarli.
Con cinepresa ad altezza di bambina, Zeitlin ci fa entrare passo dopo passo in questa atipica storia di formazione dal respiro così ampio che si apre in un'allegoria cosmica sul gioco dei ruoli, sull'umanità e l'animalità, sulla cultura e il mito, su così tante cose che ci è impossibile sintetizzare in una singola recensione. La bravura tecnica e narrativa del cineasta statunitense trasforma un progetto indipendente dal budget ridicolo in un vero e proprio miracolo cinematografico


Çapulcu: voci da Gezi
documentario, Italia 2014, 60’, colore, sott. italiano
regia di Claudio Casazza, Benedetta Argentieri, Carlo Prevosti, Duccio Servi, Stefano Zoja

Per vedere Capulcu: voci da Gezi su Vimeo CLICCA QUI

Çapulcu: voci da Gezi  è stato proiettato a Vittorio Veneto nella rassegna 2015 di Cinema e Ambiente. Ha ricevuto nel 2014: l’Amnesty International Award al Thessaloniki Documentary Festival e la menzione speciale di Legambiente al festival Cinemambiente di Torino.

  Gezi Park è uno dei più piccoli parchi di Istanbul, situato in piazza Taksim nel distretto Beyoğlu. Nel maggio 2013, il progetto della costruzione di un centro commerciale nell’area scatena una protesta antigovernativa che sarà soffocata con una violenza assolutamente sproporzionata il cui bilancio finale sarà di nove morti e oltre ottomila feriti.
Cinque registi raccontano l’occupazione pacifica di Gezi Park: un’istantanea su quanto hanno visto e quanto gli hanno raccontato. Le voci: studenti, avvocati, architetti, giornalisti, attivisti; giovani e meno giovani; ricchi e poveri; incazzosi e gioiosi; coraggiosi e spaventati. Le immagini: l’occupazione pacifica di Gezi Park, la gioia nell’opporsi a una scelta assurda; la violenza della repressione, lo sbigottimento nell’essere “violentati”; l’invenzione della protesta silenziosa, la moltitudine di piazza Taksim. Le ragioni: la gentrificazione di Istanbul, un’islamizzazione che vieta il consumo di alcolici la sera, la limitazione alle libertà individuali, un potere sempre più sordo, la censura che ha provato a nascondere la protesta. La pluralità dei manifestanti, diversissimi tra loro, uniti in un’inaspettata alleanza contro gli abusi del potere.


Queimada
film, Italia 1969, 129’, colore
regia di Gillo Pontecorvo
con Marlon Brando, Renato Salvatori, Evaristo Marquez

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Musiche di E. Morricone. David 1970 alla migliore regia.

  William Walker, un agente inglese, viene inviato a Queimada, un'isola immaginaria delle Antille e in un ipotetico Ottocento, per fomentare una rivolta contro i portoghesi. L'azione non tende a favorire i negri nella conquista dell'indipendenza ma, al contrario, mira a far sì che l'Inghilterra possa sostituirsi all'impero delle altre potenze europee nell'America latina. Walker dà una mano a un giovane rivoluzionario nell'abbattere il dominio portoghese, ma lo liquida quando vuole l'indipendenza anche dagli inglesi.
Sulla scia del successo internazionale di La battaglia di Algeri , Pontecorvo innesta in un corposo racconto di avventure un discorso ideologico e politico in chiave marxista che intende spiegare che cosa è stato e che cosa è il colonialismo nelle sue varie forme.
Pontecorvo ha riversato in dimensione critica nel personaggio di sir Williams, tutto il nostro «europeismo», la distanza morale e psicologica, unita ad una sterile presunzione di superiorità, che ci separa da mondi diversi dal nostro.


Guida tascabile per la felicità (A Birder's Guide to Everything )
film, USA 2013, 86’, colore
regia di Rob Meyer
con Kodi Smit-McPhee, Katie Chang, Ben Kingsley

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  David ha 15 anni, una passione per il birdwatching ereditata dalla mamma e un papà che, rimasto vedovo da poco, ha deciso di risposarsi e scegliere proprio lui come testimone! Quando avvista un esemplare di anatra considerata estinta, David coglie quest’occasione per partire con i suoi amici e ‘la nuova arrivata a scuola’ per documentare la scoperta. Quella che sembra una semplice missione che potrebbe farli diventare famosi, diventa un’avventura ben più grande.
Meyer porta sullo schermo un piccolo romanzo di formazione, scritto a quattro mani con il sodale Luke Matheny, che si trasforma in un’occasione per parlare di sentimenti, primi amori, rapporti familiari, amicizia ed elaborazione del lutto. Temi universali, questi, che si riversano in uno script che non li banalizza e non li riduce a sterile materia drammaturgica, mettendoli al servizio di un racconto asciutto e ben calibrato, capace di giocare con i cambi di registro e di tono.


Ilva a denti stretti
documentario, Italia 2019, 66’, colore
regia di Stefano Maria Bianchi

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  Un documentario a più voci, su una città e i suoi abitanti, realizzato con il rigore del doc di inchiesta e la forza drammatica della “presa diretta” che entra senza filtri nelle vite dei protagonisti. A tenere insieme il racconto, la storia di Chiara, 4 anni, del quartiere Paolo VI, uno dei due quartieri popolari più vicini al siderurgico: è la paziente numero zero del reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Da lei partiranno le statistiche future dell’oncologia infantile a Taranto.
Dura un’ora, ma bastano i primi 4 minuti per capire che siamo di fronte a qualcosa che farà male, che colpirà sotto la cintura del linguaggio accomodato e concordato dell’informazione mainstream.
Guardardiamo questo Ilva a denti stretti, per sapere che l’inferno, come scriveva Calvino, «è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme». Da qui due strade, due lati della barricata: «Cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio». È un compito rischioso, che esige attenzione e apprendimento continui. L’altra «riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più».