Sabato 21 marzo, Radio Onda Rossa ha intervistato Ernesto Burgio: Presidente del Comitato Scientifico di SIMA Società Italiana di Medicina  Ambientale e membro del consiglio scientifico di ECERI European Cancer and Environment Research Institute di Bruxelles.

Ernesto Burgio, medico pediatra, esperto di epigenetica e biologia molecolare, ha risposto per 105 minuti alle domande che arrivavano in radio. Dopo un'importante contestualizzazione storica delle tre pandemie influenzali del secolo scorso - 1918 Spagnola, 1957 Asiatica e 1968 Hong Kong, ha esposto con lucidità e chiarezza, le sue riflessioni sulla pericolosità della diffusione del virus, sui necessari provvedimenti da attuare e sulla questione delle passeggiate all'aperto e sui luoghi chiusi …

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  "Noi non possiamo pensare di non incontrare mai questo virus, noi nei prossimi mesi lo dobbiamo incontrare, lo dobbiamo incontrare in piccole quantità, tali da permetterci di immunizzarci lentamente [...] La soluzione non è sbarrare tutto, quando ormai il virus è uscito ed è da tutte le parti, non è impedire alla gente di camminare e di ossigenarsi sugli argini dei fiumi, questo è assolutamente fuorviante. Il punto è dire: state attenti perché il contagio avviene da contatto diretto.

Sì, lavatevi le mani, pulite le superfici, ma soprattutto non state nella stessa stanza con qualcuno di cui sapete che da un paio di giorni sta male, ha mal di testa, ha la tosse. Chiaramente se avessimo creato le condizioni per portare queste persone in ambienti sicuri, dove farle star bene, monitorarle e curarle, sarebbe stato più facile. Ma noi non abbiamo fatto nulla di simile: abbiamo chiuso tutto e addirittura abbiamo detto “Non andate nei parchi
".






"La cultura [... ] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri."
(Antonio Gramsci da Socialismo e cultura, Il Grido del popolo, 29/01/1916)

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