Come probabilmente saprete, una vasta area del Veneto è corrosa dai veleni, provenienti dagli scarichi delle fabbriche e dall’uso massiccio di pesticidi e diserbanti nei campi altrettanto industriali. Per questo un mio amico si sta impegnando, assieme a tante altre persone normali, nella campagna contro glifosato e PFAS.
Dice il mio amico:
Mia nonna diceva che lei comprava solo il sale, tutto il resto se lo produceva da sola o assieme a quelli del paese. Oggi dalle parti nostre trovi soltanto il Prosecco, e un po’ più su, le mele, ridotte a tre varietà perché devono essere delle dimensioni giuste per gli scaffali dei supermercati”.

D’accordo, un po’ di esagerazione ci sarà, ma mi sembra uno straordinario riassunto della storia. Non quella superficiale delle guerre, che vanno e vengono, ma la storia vera.
A Wieliczka vicino a Cracovia c’è un’immensa miniera di sale. Esportato per soddisfare  le nonne del Medioevo – forse anche in Veneto – permise alla Polonia di accumulare una ricchezza immensa: immensa in proporzione, ovviamente, proprio perché quasi tutto il resto non veniva misurato in denaro.
Penso un attimo: di quanti soldi avrei bisogno se dovessi comprare solo il sale? Il fatto che io riuscirei a campare con meno di un euro al mese ci fa vedere in un’altra prospettiva le statistiche sui poveretti-da-aiutare di certi paesi del Sud del Mondo che guadagnerebbero soltanto venti dollari al mese. E ci ricorda quello che insegna Immanuel Wallerstein: che non è il contadino che va in fabbrica perché si sta meglio. È uno della famiglia che ci va, perché così guadagna quei pochi soldi che servono, appunto, “per comprare il sale”, o magari per pagare qualche balzello di potenti irragionevoli che chiedono soldi invece che pecore. Oppure sono il terzo, il quarto, il decimogenito figlio, che altrimenti non saprebbero come campare, che ci vanno. Oppure ancora, è il contadino cacciato dalle sue terre.
Il secondo elemento è la radicale perdita di diversità, che era ciò che permetteva alla nonna di ottenere – sicuramente con gran fatica – tutto ciò che le serviva, senza ricorrere ai soldi. L’uniformità può essere mantenuta soltanto con una guerra senza quartiere per far fuori tutto ciò che esce dalle righe. E quindi richiede la prosecuzione della guerra chimica con i mezzi sviluppati per la prima volta nelle trincee di un secolo fa.
Parassiti ed erbacce sviluppano i propri meccanismi di resistenza, e alla fine sopravvivono, ma il cibo e la terra restano avvelenati, anzi per mantenere lo stesso livello di ordine, occorre avvelenarli ancora di più.

Insomma, il sale della nonna e il veleno nell’acqua del nipote sono strettamente collegati.

 
Miguel Martínez

Articolo pubblicato sul sito kelebeklerblog.com

"La cultura [... ] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri."
(Antonio Gramsci da Socialismo e cultura, Il Grido del popolo, 29 gennaio 1916)

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