Ben 15.000 spettatori hanno seguito la ventunesima edizione del Festival CinemAmbiente di Torino, conclusasi il 6 giugno. "Un pubblico che non solo si conferma molto interessato ai temi classici dell’ambientalismo, ma si rivela anche straordinariamente recettivo, curioso e attento nei confronti della rapida evoluzione subìta, in questi anni, dal dibattito internazionale in materia di sostenibilità e di nuovi modelli di sviluppo". Sottolineiamo questa dichiarazione di Gaetano Capizzi, direttore del Festival, perché riteniamo che valga anche per il pubblico di Cinema e Ambiente di Vittorio Veneto. Dalle premiazioni di Torino selezioneremo alcuni dei documentari che faranno parte della prossima rassegna.

Questi sono i documentari premiati quest'anno:

Premio Asja.energy per il miglior documentario internazionale a «Genesis 2.0» girato dagli svizzeri Christian Frei e Maxim Arbugaev, lotta primordiale per salvare le zanne dei mammut estinti nella Nuova Siberia dell’Oceano Artico. 
Questa la motivazione della giuria:
Per l’originalità degli argomenti, la comparazione di Mondi solo apparentemente lontani, per la rivelazione delle opportunità e delle minacce della biogenetica, per la qualità cinematografica e lo sviluppo dei personaggi.


Premio del pubblico IREN a «Do you transfer this computer?» dell’americano Chris Paine che affronta la tematica dell’Intelligenza Artificiale. In particolare sul potere di influenza che costei ha nella nostra società, mettendo in luce la simbiosi morbosa che abbiamo con la tecnologia.

Premio Smat come miglior documentario «One Hour» a «Activist» del finlandese Peter Saario, sull’operato della quindicenne consigliera comunale della Lega Verde Rikka in una piccola città della Lapponia.
La storia di una giovane donna che cerca di proteggere la sua cittadina in Finlandia è una storia di speranza. Riikka porta l’educazione e l’attivismo in primo piano, mettendo in evidenza una verità importante: l’ambientalismo non è una questione partigiana, ma è una chiamata urgente per tutta l’umanità. Aktivisti è uno splendido ritratto, ed è la prova che indipendemente dall’età anagrafica, ognuno di noi può fare la differenza.


Premio CiAI a
l miglior documentario italiano a «Il Monte delle formiche» di Riccardo Palladino.
La forza di un racconto scritto dalla natura come solo lei sa fare: il mistero di un giorno che diventa epifania quando l’incontro di migliaia di formiche si unisce al gioco dei bambini in un paesaggio naturale reso sfumato da luci e ombre con una musica cucita addosso alle immagini. Il racconto letterario traspone in una dimensione altra il volo degli insetti che diventa un essere collettivo con il coraggio di accettare il propio ruolo nel ciclo naturale delle cose.



Premio «Ambiente e Società» assegnato dalla Cooperativa Arcobaleno al film «The green lie» dell’austriaco Weerner Boote, sulla promozione dei prodotti «green» su scala industriale. 
Un film che insegna ad alzare lo sguardo oltre la cortina, quella con cui le multinazionali cercano di convincerci della sostenibilità e della giustizia sociale dei loro prodotti e dei loro processi, riducendo il verde solo ad un colore.
Un film che ci riporta alla più dignitosa dimensione di cittadini e non di consumatori, e in ultimo ci ricorda che per ottenere un cambiamento bisogna combattere e l’impegno non può che cominciare da ciascuno di noi.

La menzione speciale “Legambiente” è andata a “The Milk System (Il sistema latte)” di Andreas Pichler (Italia/Germania 2017), già premiato con una menzione speciale anche per il Premio CiAl per il miglior documentario italiano.
The Milk System ci immerge nel sistema produttivo, economico, ambientale e umano della produzione del latte. Il lavoro prende spunto dalla scoperta da parte dell’uomo di questo prodotto, migliaia di anni fa e da una domanda: perché le mucche producono latte?
Da qui si parte per un viaggio alla scoperta di tutto ciò che non conosciamo (o solo in parte) del rapporto tra uomini, animali e latte e soprattutto di come negli ultimi anni questo rapporto si sia modificato fortemente.
Allevamento e produzione intensiva, necessità di nuovi mercati che soddisfino il livello di produzione, competitività sfrenata, nuovi produttori poco controllati che entrano nel mercato.
In questo tritacarne economico – raccontato attraverso testimonianze a diversi livelli – a farne le spese sono gli animali, le famiglie di contadini prima convinti della bontà del sistema e poi abbandonati dalle organizzazioni che dovrebbero rappresentarli, l’ambiente naturale e la salute dei consumatori.
Ma l’autore ci lancia anche pennellate di speranza, di cura ambientale, di rispetto dell’animale, di successo economico ottenuto con scelte minoritarie, innovative, biologiche, non intensive.
È un lavoro che studia profondamente il tema, critica gli aspetti negativi e premia le buone pratiche che lentamente si diffondono: abbiam ritrovato la nostra modalità di approccio e per questo siam ben lieti di premiare The Milk System.




Concludiamo questa carrellata di premi con la menzione speciale “WWF” per il miglior film sulla conservazione della biodiversità, assegnata a “Kamchatka Bears. Life Begins” di Irina Žuravleva e Vladislav Grišin (Russia 2018).
La bellezza delle riprese, la naturalezza dei soggetti animali nell’integrità del proprio corredo eco-etologico e l’atemporalità dei paesaggi che forniscono linee guida indispensabili per la conservazione della diversità del nostro pianeta negli anni a venire.






"La cultura [... ] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri."
(Antonio Gramsci da Socialismo e cultura, Il Grido del popolo, 29 gennaio 1916)

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