Misurina: Olimpiadi SI, cura dell'asma NO ?

Una scelta dolorosa e inderogabile». Verso le 14.30 di oggi, giovedì 29 agosto, l’Opera Diocesana San Bernardo degli Uberti ha confermato, con una nota stampa, la notizia che circolava da ieri: il 31 dicembre cesserà l’attività socio sanitaria svolta a Misura, nell’Istituto Pio XII, centro per la cura e la riabilitazione delle malattie respiratorie del bambino e dell’adolescente. «Nonostante ogni tentativo di rilancio dello storico Istituto, di cui tanti hanno beneficiato, e nonostante i reiterati tentativi posti in essere nel corso degli anni per coinvolgere le istituzioni competenti (mostratesi sostanzialmente indifferenti), l’attività ha generato forti perdite, divenute del tutto insostenibili», si legge nel comunicato. «I 12 dipendenti a tempo indeterminato dell’Istituto saranno trasferiti a Parma, presso le strutture dell’Opera Diocesana San Bernardo degli Uberti, al fine di salvaguardare in ogni modo l’alta qualità professionale di coloro che hanno costituito per anni un valore aggiunto per l’Istituto, unico in Italia nel suo genere».

Trova quindi triste conferma l’allarme lanciato ieri dai sindacati e ribadito questa mattina durante una conferenza stampa. «Non appena ci è giunta comunicazione della cessazione dell’attività, siamo scesi in campo per capire le motivazioni e ieri (mercoledì 28 agosto per chi legge, ndr) abbiamo avuto un incontro con i responsabili dell’Opera», sottolinea Stefano Calvi, segretario della Fisascat Cisl. «Il problema nasce da un calo dell’utenza. Per stare in piedi l’Istituto – che, seppur privato, è convenzione con il Sistema Sanitario (Regione del Veneto) – necessita di 30 ospiti, in media. Per il prossimo settembre ce ne sono soltanto 2 e ci è stata evidenziata l’impossibilità di andare avanti». A confermarlo ci sarebbero i dati. «Rispetto alla convenzione istituita con la Regione del Veneto, in quattro anni gli introiti sono calati del 55%», fa presente Mauro De Carli, segretario provinciale della Cgil, riportando il bilancio fornito dall’Opera Diocesana. «Se a ciò si aggiunge l’analisi dei costi, questi ultimi sono più del 109% dei ricavi. La perdita è consistente».

Ma perché gli utenti sono calati in modo così drastico? «Perché la Regione ha modificato le modalità di accesso alla struttura», precisa Calvi. «Se prima bastava una semplice prescrizione medica, oggi è necessario il passaggio attraverso una commissione composta da due medici. La procedura è più complessa ed è simile a quella prevista per avere accesso alle case di riposo». L’Istituto Pio XII conta 12 dipendenti, più altrettanti collaboratori esterni. Si aggiungono i medici convenzionati. Dalla nota dell’Opera si apprende che gli assunti a tempo indeterminato saranno trasferiti a Parma, ma i sindacati, questa mattina, ha voluto far presente che molti sono bellunesi. «Già da domani incontreremo i dipendenti per capire quali strategie adottare per ricollocarli», mette in risalto Calvi. «Qualche Oss (Operatore socio sanitario) potrebbe essere spostato in casa di riposo. Ma stiamo facendo solo ipotesi. Si tratterà di valutare caso per caso».

La cessazione dell’attività fra quattro mesi sembra proprio essere senza possibilità di appello. «Le cose potrebbero cambiare solamente se la Regione del Veneto facesse delle scelte strategiche utili a mantenere in vita la struttura», affermano De Carli e Guglielmo Pisana, della Uil. Insomma, al di là delle parole e delle dichiarazioni d’intenti, servono fatti. «L’Opera Diocesana ci ha ribadito che nell’ultimo anno e mezzo le ha “provate tutte” per rimanere in piedi», aggiunge Gianluigi Della Giacoma, segretario della Cgil Funzione Pubblica di Belluno. E c’è già chi vede, al posto dell’Istituto per la cura dell’asma, una struttura alberghiera. «Ci poniamo alcune domande», continuano i sindacalisti. «Da un punto di vista sanitario è giusto perdere una peculiarità come quella di Misurina, unica a livello nazionale e terza in Europa? Abbiamo tutta l’intenzione di verificare che non si voglia chiudere il Pio XII per procedere con una successiva vendita e andare a speculare. Mentre a Misurina la situazione è quella che si sta rendendo nota, al Codivilla Putti di Cortina vediamo grossi investimenti da parte della Regione. Quali sono le scelte fatte a Venezia all’interno dei percorsi terepautici?».

I sindacati non nascondono una grossa preoccupazione. «Attenzione, il problema non è circoscritto», afferma Rudy Roffarè, segretario generale aggiunto della Csil Belluno Treviso. «Nel territorio bellunese i servizi pubblici, ma anche quelli privati (come dimostra il caso di Murisina) stanno chiudendo. La provincia dovrebbe essere attrattiva, per riuscire in qualche modo a far fronte al problema dello spopoalmento e dell’invecchiamento. Invece le criticità diventano sempre più inaffrontabili, anche per una progressiva perdita dei servizi. Un pezzetto alla volta, finché non rimane più nulla. E questo per una mancanza di una visione coordinata». La Regione del Veneto parla spesso della volontà di portare avanti un sistema socio-sanitario a rete, «ma questi buoni propositi sono disattesi se le persone devono rivolgersi alla pianura, perché le specializzazioni provinciali vengono via via smantellate». Allargando le riflessioni sul sistema socio-sanitario, secondo Pisana dietro a determinate scelte potrebbe esserci l’obiettivo di ridurre un poì alla volta il welfare pubblico, fino a renderlo residuale, se non a distruggerlo.

Tornando al caso specifico dell’Istituto Pio XII, i pazienti sono calati ma le patologie respiratorie risultano in crescita. «Conferma che la Regione non attua scelte strategiche per dirottare i pazienti su Misurina», dice ancora Della Giacoma. «Misurina è luogo ideale per la cura dell’asma e delle malattie respiratorie dei bambini e degli adolescenti, per le condizioni climatiche peculiari dell’ambiente montano. Tantissimi piccoli pazienti da tutta Italia e non solo, nei decenni, si sono curati al Pio XII». E dopo il 31 dicembre? Come si diceva, qualcuno pensa già all’ipotesi di un futuro albergo. O meglio, di un ritorno a struttura turistico-ricettiva, visto che il Pio XII, prima di diventare istituto di cura, era stato sede del Grand Hotel Misurina, divenuto poi residenza estiva dei Savoia.

Tags: Politica

Stampa Email