Al peggio non c'è limite

Estratto dall'articolo Il malsviluppo e la crisi sociale ed ecologica, di Giorgio Riolo, pubblicato il 22.07.2019 su Poliscritture.it


Il prossimo 29 luglio è il cosiddetto Overshoot Day il Giorno del Superamento-Supesfruttamento. Vale a dire, della possibilità del pianeta terra di rigenerare-ripristinare l’equilibrio delle risorse a causa del consumo-emissione di CO2-inquinamento-rifiuti ecc. su scala mondiale. Questa misura è calcolata ogni anno dalla Rete mondiale dell’Impronta Ecologica (Global Footprint Network).

  I numeri forniti da questa rete sono impressionanti. In primo luogo, ogni anno viene calcolato il cosiddetto Giorno del Superamento (Overshoot Day). Sottinteso, del consumo umano di risorse naturali rispetto al capitale naturale annuo, della capacità della terra di ricostituire e rigenerare. Mentre nel 1970 la data era il 31 dicembre e quindi impatto umano e capacità naturale erano annualmente a somma zero, nel 2018 la data è stata il 1 agosto e nel 2019 il 29 luglio. Ciò significa che dal 1 agosto al 31 dicembre 2018 l’umanità ha vissuto in debito e così dal 29 luglio al 31 dicembre 2019. E questo “capitale naturale” non rigenerato aggrava ulteriormente le condizioni del pianeta. A scapito delle future generazioni umane.

L’Impronta Ecologica nel 2019, per i 7,7 miliardi di popolazione mondiale, equivale a circa 1,75 pianeti Terra. Così andando le cose, senza correttivi e senza misure di contenimento, nel 2050 occorreranno ben 3 pianeti Terra. Sempre come dato globale. Tenendo sempre conto delle sperequazioni e della gerarchia mondiale. L’impronta ecologica negli Usa equivale a ben 5 pianeti terra, nella Russia a 3,2, in Germania 3, in Italia 2,7, in Cina a 2,2, in India a 0,7. Con la differenza che gli Usa hanno circa 328 milioni di abitanti, mentre la Cina ne ha circa 1 miliardo e 420 milioni e l’India ne ha 1 miliardo e 370 milioni.

I costi di questa sovraspesa ecologica globale stanno diventando sempre più evidenti sotto forma di deforestazione, erosione del suolo, perdita di biodiversità o accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera.

L’accumulazione del capitale e l’accumulazione della violenza ambientale sul vivente corrono paralleli verso il baratro.








Tags: Economia politica, Politica

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