Belluno: una analisi del voto

Le elezioni europee nella Provincia di Belluno hanno addirittura accentuato le tendenze nazionali del voto.

C'è lo sfondamento della Lega che rasenta il 50% dei voti, con il centro destra che ha la maggioranza assoluta in tutti i comuni con la sola eccezione del comune Capoluogo, con lo sfaldamento di Forza Italia e il rafforzamento di Fratelli d' Italia.

Come a livello nazionale il PD recupera qualcosa sulle politiche ma il centro sinistra sta ampiamente sotto il 30%, la Sinistra ha un risultato disastroso.

I 5 Stelle subiscono una sconfitta impressionante sia rispetto alle politiche che alle precedenti europee.

Ma ciò che mi pare interessante e stimolante analizzare è la rilevante differenza tra il dato delle europee con le contemporanee elezioni comunali dove mi pare emergano dati e andamenti del tutto diversi.

Infatti, in tutti i comuni più popolosi chiamati al voto, con la sola eccezione di Santa Giustina, il centro destra non riesce ,e la Lega in particolare, ad eleggere propri sindaci e anche nei comuni dove vince ha un significativo calo di consensi che premiano le liste di Centro-sinistra.

Infatti, nel nuovo comune di Borgo Val Belluna viene eletto come sindaco Cesa, che era a capo di una lista civica senza connotazioni politiche, ma che sicuramente non può essere definito come uomo di destra con il 51,5% dei voti dove il centro destra aveva preso il 60%.

Invece, nei comuni di Sedico, Ponte nelle Alpi e Limana dove era esplicita la contrapposizione politica tra centro destra e centro sinistra i risultati sono ancora più espliciti:

a Sedico dove il centro destra alle europee aveva preso il 60% dei voti il Sindaco eletto Deon del centro-sinistra piglia il 66% dei voti;

a Ponte nelle Alpi il centro destra ottiene 58%, Vendramini di centrosinistra viene rieletto con il 57,7%;

a Limana la sincaca uscente De Zanet viene rieletta con il 65% dove il centro destra aveva il 57%;

Certamente in questi casi può aver premiato che tutti fossero sindaci uscenti, ma una così rilevante differenza non può essere giustificata solo da tale motivo.

La tendenza di forte è confermata anche ove il centro sinistra perde come a Santo Stefano di Cadore dove il Centro destra alle europee piglia il 70% dei voti ma il candidato Sindaco De Bernardin del centro sinistra conquista il 45% facendo perdere al centro destra il 15% dei voti.

Diverso è il caso di Santa Giustina, dove il centro destra aumenta di poco i suoi consensi tra europee e comunali eleggendo Minella, ma anche in questo caso la candidata Fiorot recupera sulle europee più del 15% dei voti su quelli ottenuti dal centro sinistra in quella tornata.

Anche le vicende di Agordo e Longarone (Padrin non ho ancora capito cosa voti), seppur in modo diverso, non danno una rappresentanza di sindaci del centro destra.

Merita un punto di riflessione anche il movimento 5 Stelle, che al di là del dimezzamento dei propri voti, non è riuscito a presentare una lista o una candidatura in nessuno dei comuni chiamati al voto, nonostante che vi fossero il terzo, il quarto, il quinto e il sesto comune più popolosi.

Mi pare perciò di poter afferrmare che il voto di domenica segni certo uno sfondamento della destra anche nella nostra provincia, ma che il voto delle europee non sia ancora consolidato, sia un voto di opinione, in parte contraddetto dal voto amministrativo, che per contrastare la deriva di destra si debba ripartire da qui, dalla credibilità dell'agire amministrativo, da i territori.

Credo, che se si vuole ricostruire una sinistra anche radicale si debba davvero rovesciare la piramide, che anche a livello nazionale si debbano trovare gli strumenti di democrazia che consentano di combattere la deriva di destra attraverso le esperienze di chi nei territori lavora quotidianamente, ha ancora voglia di fare politica e, qualche volta a casa sua, vince. Gino Sperandio

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