Pesticidi, siamo alla frutta

Su Alias, l'inserto del sabato di il Manifesto del 15.12.2018, un articolo: Quell’isola nel mare di mele, di Elfi Reiter che recensisce un libro e un documentario sui contadini dell'Alto Adige che lottano contro i pesticidi.

Dall'articolo abbiamo estratto l'intervista ad Andrea Tomasi, autore, con il videomaker Leonardo Fabbri, di "Pesticidi, siamo alla frutta", il documentario che sarà proiettato nella prossima rassegna "Cinema e Ambiente 2019" a Vittorio Veneto.


 Lo sapevate che le api dopo aver visitato fiori sulle piante trattate con il glifosato, un potente pesticida, hanno problemi di battito di cuore e perdono il senso dell’orientamento per cui non tornano nell’arnia dalla quale erano partite e non poche volte muoiono strada facendo? Quelle che riescono a tornare rilasciano assieme al prezioso nettare anche i residui dei pesticidi che attraverso la cera delle cellule entrano a far parte del miele. Che noi mangiamo…

Questa è una delle tante informazioni allarmanti che sentiamo guardando Pesticidi, siamo alla frutta realizzato da Andrea Tomasi, giornalista di “L’Adige”, con Leonardo Fabbri, videomaker. Due anni, tra ricerche e lavoro di montaggio, a budget zero: veniamo a sapere – con dati e statistiche alla mano – la drammatica situazione in cui oggi verte l’agricoltura tra aria, acqua e suolo che nutrono le piante, e quindi il cibo a essa connessa, nell’intero stivale. Il focus è puntato sulla coltivazione delle mele perché è il frutto che crea più problemi nella crescita.

Veniamo a sapere che la Slovenia ha sospeso nel 2011 i farmaci neucotinoidi e vien da chiedersi: perché non anche da noi? Veniamo a sapere che nel verde pubblico è vietato l’uso di pesticidi e vien da chiedersi: come mai? Allora è vero che l’ecosistema naturale si è trasformato in un esperimento chimico globale all’interno del quale noi umani rivestiamo il ruolo di cavie? Fino a che punto le persone accettano questo sistema dettato dall’alto?
Ne abbiamo parlato con Andrea Tomasi.

Da dove nasce l’idea per il film?

Pesticidi, siamo alla frutta, il mio terzo documentario, arriva in maniera quasi naturale dopo Veleni in Paradiso (visibile gratuitamente sul sito www.farfallaavvelenata.it) in cui si parla di due tipi di inquinamento, rifiuti tossici e pesticidi, in Trentino Alto Adige e Un filo appeso al cielo (scaricabile da youtube), dedicato all’oncologia pediatrica di Padova. Con Pesticidi… parliamo degli effetti dei cosiddetti “agrofarmaci” su ambiente e salute in tutta Italia, con interventi di esperti e analisi e dati incontestabili, quelli dell’Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la ricerca ambientale).

Di professione giornalista, nel film hai messo tanti dati poco noti. Quanto difficile/facile è stato trovarli/averli?

Fra le carte studiate ci sono gli ultimi rapporti Ispra, le analisi fatte dai Medici per l’Ambiente in varie parti d’Italia e dal Comitato per la difesa della salute della Val di Non (Trentino). Capitolo dati pubblici… ci sono, ma c’è molto da lavorare in termini di trasparenza sul fronte pubblico. Provate a chiederlo ai tanti comitati cittadini che chiedono di avere numeri e dati disaggregati sulle incidenze delle varie malattie. Un ruolo importantissimo l’hanno giocato i tanti esperti intervistati: medici pediatri, oncologi, agricoltori bio e non bio, apicoltori. In Trentino un grande contributo l’ha dato Roberto Valcanover, presidente dell’Ail provinciale che – intervistato da Paola Siano dell’emittente Rttr – per primo ha iniziato a parlare, a fornire cifre sulle incidenze tumorali e sulle “zone rosse”: un’intervista che compare nel nostro film.  Documentari come questi servono per mostrare i numeri e soprattutto per decodificarli, e far capire che cosa significano.

Hai avuto riscontro da contadini che usano i pesticidi?

Nel film parla un giovane contadino che fa agricoltura tradizionale invasiva ed è interessante notare che ha voluto essere ripreso di spalle, per evitare ripercussioni potenziali… Le reazioni, viste le tante proiezioni in giro per l’Italia, sono le più diverse: ho incontrato agricoltori dialoganti, aperti al confronto, reattivi in senso positivo, e ovviamente numerosi professionisti del mondo agricolo che hanno eretto “muri di cinta molto alti”.

Quali sono stati per te i dati più allarmanti?

Il dato più allarmante, a mio avviso, si trova nel Rapporto nazionale pesticidi nelle acque 2018. Il Trentino resta a livelli altissimi ed è il peggiore, in Italia, secondo solo al Veneto: in Trentino sono stati rilevati 9,3 chilogrammi per ettaro di superficie agricola utilizzata, mentre la media nazionale è di 4,9 kg/ha e la vicina Provincia di Bolzano si ferma a 4,4 Kg/ha.
Il Veneto è l’unico territorio che riesce a fare peggio con 11,7 kg di pesticidi per ettaro di superficie agricola utilizzata
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Autoprodotto e autodistribuito, il film sta girando nella penisola… Quale eco?

C’è un grandissimo riscontro. Da aprile, dal giorno della prima proiezione, continuiamo a ricevere email e messaggi di tanti cittadini (di tutta Italia, da Bolzano a Taranto) che chiedono di andare a proiettare il documentario nella loro città perché preoccupati per la loro salute e soprattutto per quella dei figli. Ci sono anche tante associazioni ambientaliste e culturali in genere. L’attenzione, a livello di società civile, c’è eccome, e lo dimostra anche lo spazio avuto sulle grandi testate giornalistiche nazionali: La Stampa, la Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Radio Vaticana, Rai News 24, la trasmissione Mi manda Rai Tre e Sky Tg24.

Tags: Culture

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