Non lasciamo solo il popolo curdo !

APPELLO

Su iniziativa della Rete delle città in comune è stato lanciato il seguente appello, sottoscritto già da più di cento tra sindaci, amministratori e amministratici comunali e regionali a sostegno del popolo curdo, contro l’invasione del Nord della Siria da parte della Turchia. Da Aosta a Bologna, da Milano a Firenze, da Torino a Pisa, da Palermo (con anche il sindaco Orlando), a Napoli (col vice sindaco Panini) ad Ancona, si leva l’indignazione nei Comuni contro l’attacco turco, rilanciando inoltre il proprio sostegno ai municipi curdi. Da qui la richiesta alle istituzioni italiane ad ogni livello, alle Nazioni Unite, all’Unione Europea, al Consiglio d’Europa, di prendere una posizione chiara contro l’invasione da parte della Turchia  nel  Nord – Est della Siria e di sostenere in tutte le sedi opportune questa contrarietà con ogni mezzo possibile.

Non lasciamo solo il popolo curdo. Fermiamo l’attacco turco in Siria

 Appello nazionale delle amministratrici e amministratori locali

 11 ottobre. Siamo pubblici amministratori ed amministratrici, persone impegnate nell’associazionismo, in forze politiche e sociali, semplici cittadini e cittadine. Siamo estremamente preoccupati della escalation di violenza che si è scatenata in Medio Oriente, con l’avvio dell’invasione turca del Nord della Siria. Siamo di fronte a una palese violazione di ogni benché minimo diritto internazionale, all’avvio di una guerra tragica e drammatica che deve essere scongiurata. È bene ricordare che le milizie e il popolo curdo hanno sopportato più di tutti la lotta contro l’ISIS, una lotta che non era certo nell’interesse del solo popolo curdo, ma di tutto il mondo, e che è costata un numero altissimo di vittime e distruzioni, vittime che hanno riguardato anche combattenti provenienti da altri paesi, basti ricordare Lorenzo Orsetti, che hanno riconosciuto in quella lotta una lotta comune di tutte e tutti.

Adesso stiamo per assistere al totale abbandono dei curdi al loro destino di fronte all’attacco turco, con la preannunciata uscita di scena delle forze statunitensi nella regione e la dichiarata non ingerenza USA rispetto ad un attacco turco, con conseguenze molto pesanti anche dal punto di vista geopolitico – basti ricordare il ruolo di Assad nella regione. Siamo di fronte ad una realtà che si è data nel corso del tempo una ossatura istituzionale democratica, nel quale la parità di genere è effettiva e non solo dichiarata, un esempio da sostenere e non certo da abbandonare alle volontà espansionistiche di uno stato, la Turchia, guidata da un premier che mette in scacco i principi democratici ogni giorno che passa, e che già “brilla” – ad esempio – per aver sostituito i sindaci curdi legittimamente eletti, in territorio turco.

È bene anche ricordare che da quando è stata istituita l’amministrazione autonoma democratica nel Nord della Siria, il confine tra Turchia e Siria settentrionale e orientale è stato fortemente messo in sicurezza e nessuna azione armata contro la Turchia ha mai avuto origine da questo territorio. È chiaro che le accuse dello stato turco relative alle minacce sui suoi confini nel Nord – Est della Siria non sono veritiere. Nei colloqui mediati dall’amministrazione statunitense tra l’autonomia amministrativa democratica della Siria settentrionale e orientale e lo stato turco, l’autonomia amministrativa e le forze democratiche siriane (SDF) hanno dimostrato la loro volontà di lavorare con tutti nella regione per una pace duratura. Come è emerso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente turco RecepTayyip Erdogan hanno violato l’accordo negoziato tra l’amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale e orientale e lo stato turco per la tutela dell’area, permettendo di fatto a un’oasi di stabilità e coesistenza di entrare in un altro periodo di sanguinosi conflitti.

Inoltre, l’idea di consegnare i combattenti dell’ISIS responsabili, catturati e imprigionati nel Nord della Siria negli ultimi anni allo stato turco è ironica e ridicola, poiché parte di questi combattenti provenivano dalla stessa Turchia. Questi 70.000 prigionieri dell’ISIS attualmente sotto la custodia delle autorità dell’amministrazione autonoma rappresentano un immediato rischio per la sicurezza a livello regionale e internazionale in quanto vi è un grande pericolo che queste popolazioni di prigionieri agiscano da incubatrici per la rinascita del cosiddetto Stato islamico. Un’invasione turca e il lassismo della comunità internazionale non porterà solo lutti e distruzioni per i curdi, ma anche l’ulteriore e irrimediabile destabilizzazione di tutta l’area e la possibile rinascita dell’ISIS e delle sue atrocità.

Pertanto, esprimendo tutto il nostro appoggio e solidarietà al popolo curdo, chiediamo alle istituzioni italiane ad ogni livello, alle Nazioni Unite, all’Unione Europea, al Consiglio d’Europa, di prendere una posizione chiara contro l’invasione da parte della Turchia nel  Nord – Est della Siria e di sostenere in tutte le sedi opportune questa contrarietà con ogni mezzo possibile.

Facciamo un appello inoltre alla comunità nazionale ed internazionale, e alle organizzazioni della società civile affinché ci si mobiliti e si agisca immediatamente contro la minaccia del risveglio dell’ISIS e dell’annientamento dei popoli del Nord della Siria da parte della Turchia.

Il link per appello e adesione online è http://www.lecittaincomune.it/appello_turchia/

Il form di adesione https://forms.gle/rf2vvrDf27uXSUew7

Firmatari :

Ciccio Auletta – Consigliere Comunale – Diritti in Comune – Pisa

Leoluca Orlando – Sindaco di Palermo

Enrico Panini – Vicesindaco di Napoli

Giovanni Maiolo – rappresentante leg. nazionale Rete dei Comuni Solidali

Federico Martelloni – Consigliere Comunale – Coalizione Civica – Bologna

Emily Clancy – Consigliera Comunale – Coalizione Civica – Bologna

Basilio Rizzo – Consigliere Comunale – Milano in Comune – Milano

Alessandro Braga –Consigliere Città Metropolitana – Milano

Antonella Bundu Consigliera comunale – Sinistra Progetto Comune – Firenze

Dmitrji Palagi     Consigliere comunale – Sinistra Progetto Comune – Firenze

Tommaso Fattori – Consigliere Regionale – Si Toscana a Sinistra – Toscana

Paolo Sarti  Consigliere Regionale – Si Toscana a Sinistra – Toscana

Serena Spinelli – Consigliera Regionale -E’Viva – Toscana

Monica Pecori – Consigliera Regionale – Toscana per Tutti– Toscana

Fausto Melluso – Consigliere comunale – Sinistra Comune – Palermo

Barbara Evola – consigliera comunale – Sinistra Comune – Palermo

Marcello Susinno – consigliere comunale – Sinistra Comune – Palermo

Katia Orlando – consigliera comunale – Sinistra Comune – Palermo

Giusto Catania – assessore urbanistica, ambiente e mobilità – Palermo

AdhamDarawha – assessore culture e partecipazione – Palermo

Caterina Orlando – consigliera comunale – Sinistra Comune – Palermo (PA)

Elena Coccia – consigliere comunale Napoli e consigliere metropolitano Napoli

Nello Fierro – consigliere comunale – Cuneo per i Beni Comuni – Cuneo (CN)

Ugo Sturlese – consigliere comunale – Cuneo per i Beni Comuni – Cuneo (CN)

Jacopo Zannini Consigliere Comunale  – Altra Trento a Sinistra – Trento

Salvatore Fuda – sindaco di Gioiosa Ionica (RC)

Luca Ritorto – vice sindaco di Gioiosa Ionica (RC)

Salvatore Lagatta – Sindaco di Bussi sul Tirino (PE)

Barbara Toppi – consigliera comunale – Manoppello (PE)

Carola Carpinello – consigliera comunale – Altra Valle d’Aosta – Aosta (AO)

Eleonora Artesio – consigliera comunale – Torino in Comune – Torino

Simone Ciabattoni consigliere circoscrizionale – Torino in Comune La Sinistra – Torino

Beatrice Cioni – consigliera comunale –Buongiorno Empoli FC – Empoli (FI)

Leonardo Masi – consigliere comunale –Buongiorno Empoli FC – Empoli (FI)

Marco Bruciati consigliere comunale – Buongiorno Livorno – Livorno

Valentina Barale – consigliera comunale – Buongiorno Livorno – Livorno

Aurora Trotta – consigliera comunale – Potere al Popolo – Livorno

Francesco Rubini – consigliere comunale – Altra Idea di Città – Ancona (AN)

Matteo Iannitti – Catania Bene Comune – Catania

Daniela Ruffini – consigliera comunale – Coalizione Civica per Padova – Padova (PD)

Roberto Marinello – consigliere comunale – Coalizione Civica per Padova – Padova (PD)

Marco Sangati – consigliere comunale – Coalizione Civica per Padova – Padova (PD)

Marco Ravera – consigliere comunale – Rete a Sinistra – Savona

Antonino Leotta – consigliere comunale – Latina Bene Comune – Latina (LT)

Fabio D’Achille – consigliere comunale – Latina Bene Comune – Latina (LT)

Marco Galdi – consigliere comunale – “La Cava”  – Cava de’ Tirreni (SA)

Maurizio Peroni – assessore – Comune di Offida (AP)

Riziero Zaccagnini – Sindaco – Comune di Tocco da Casauria (PE)

Lorenzo Ballerini – consigliere comunale – Campi Bisenzio (FI)

Luca Marchi – vicesindaco Castelnuovo Magra (Sp)

Lorenzo Rossi – assessore – comune di Grottammare (AP)

Samuela Castelletti – consigliere comunale – comune di Grottammare (AP)

Jonathan Chiappini – consigliere comunale – comune di Grottammare (AP)

Bruno Talamonti – – consigliere comunale – comune di Grottammare (AP)

Maria Marconi – candidata al consiglio comunale di Grottammare (AP)

Nando Mainardi – consigliere comunale – Firenzuola d’Arda (PC)

Gianni Porta – consigliere comunale – PRC/Compagni di Strada – Molfetta (BA)

Marco Sironi – Consigliere Comunale – Sinistra x un’altra Seriate – Seriate (BG)

Dario Rose – Consigliere Comunale – Diritti in Comune – Ciampino (Roma)

Emiliano Puleo – consigliere comunale – Partinico (PA)

Mario Cicero – Sindaco di Castelbuono (PA)

Marcello Catanzaro – Sindaco di Isnello (PA)

Mauro Piscitello – presidente consiglio comunale di Castelbuono (PA)

Andrea Prestianni – consigliere comunale – Castelbuono (PA)

Rosario Piro – consigliere comunale – Castelbuono (PA)

Lucia Sapuppo – consigliere comunale – Castelbuono (PA)

Massimo Castiglia – presidente 1° circoscrizione – Sinistra Comune – Palermo (PA)

Eddy Governale – consigliere 8° circoscrizione – Sinistra Comune – Palermo

Iacopo Cambi – consigliere comunale – Sinistra Unita per San Giuliano/PRC – San Giuliano (PI)

Emiliano Betti – – consigliere comunale – Sinistra Unita per San Giuliano/PRC – San Giuliano (PI)

Marco Chiriaco – consigliere comunale –  Roccavignale (SV)

Enrico Carpini – cons. comunale Barberino del Mugello (Fi) e cons. metropolitano di Firenze

Lorenzo Verdi – consigliere comunale – Borgo in Comune – Borgo San Lorenzo (FI)

Leonardo Romagnoli – consigliere comunale – Borgo in Comune – Borgo San Lorenzo (FI)

Enrico Calossi – consigliere comunale – Follonica a Sinistra – Follonica (GR)

Massimo Rossi – consigliere comunale – Fermo Migliore – Fermo (AN)

Maria Giulia Torresi – consigliera comunale – L’altra Fermo – Fermo (AN)

Tatiana Bertini – consigliera comunale – Liberamente a Sinistra – Scarperia/S.Piero (FI)

Caterina Corti – – consigliere comunale – Liberamente a Sinistra – Scarperia/S.Piero (FI)

Massimo Lombardi – consigliere comunale Spezia Bene Comune

Andrea Ferroni – consigliere comunale – La Sinistra – Torgiano (PG)

Aldo Ugo – consigliere comunale – Gaiola il Bel Paese – Gaiola (CN)

Mauro Colaianni – consigliere comunale – Barisciano Bene Comune – Barisciano (AQ)

Stefano Berni – consigliere comunale – Ora! – Barberino del Mugello (FI)

Paolo Vignozzi – assessore – Comune di Montespertoli (FI)

Cinzia Farina – consigliera comunale – Uniti a Sinistra Montespertoli – Montespertoli (FI)

Michele Brandi – consigliere comunale – Uniti a Sinistra Montespertoli – Montespertoli (FI)

Florian Haeusl – consigliere comunale – Uniti a Sinistra Montespertoli – Montespertoli (FI)

Serena Francalanci consigliera comunale – Uniti a Sinistra Montespertoli – Montespertoli (FI)

Massimiliano Voza – consigliere comunale – Santomenna (SA)

Francesco Torregiani-consigliere quartiere 1 (Sinistra Progetto Comune) – Firenze

Giorgio Ridolfi- consigliere quartiere 1 (Sinistra Progetto Comune) – Firenze

Lorenzo Palandri – consigliere quartiere 2 (Sinistra Progetto Comune) – Firenze

Filippo Gengaroli – consigliere quartiere 2 Firenze (Sinistra Progetto Comune) – Firenze

Luigi Casamento – consigliere quartiere 3 (Sinistra Progetto Comune) – Firenze

Filippo Zolesi – consigliere quartiere 4 (Sinistra Progetto Comune) – Firenze

Vincenzo Pizzolo – onsigliere quartiere 5 (Sinistra Progetto Comune)– Firenze

Ferruccio Nobili – portavoce AET – Roma

Chiara Giunti – associazione Firenze Città Aperta – Firenze

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Più facile denunciare il dittatore Bolsonaro che l’industria chimica

Il legame occultato tra agricoltura e C02. Un articolo di Famiano Crucianelli, pubblicato su Il manifesto del 09.10.2019

  Scrivo per disperazione. Non passa giorno senza il mantra di autorevolissimi rappresentanti delle istituzioni, della politica e anche del mondo economico sull’emergenza climatica, sull’economia verde, sulla sostenibilità ambientale, sul collasso della natura e sulla tragedia della moria delle api.  Zingaretti ha dedicato la sua vittoria alle Primarie alla giovane Greta, il presidente del Consiglio annuncia la svolta verde, Grillo fa l’elogio della mobilità contro la proprietà dei mezzi privati.  Fiumi di parole, un oceano di retorica, una montagna di apparenti buone intenzioni che non partoriscono neppure il classico topolino.

Da anni sono impegnato esclusivamente ed unilateralmente nella costruzione di un distretto biologico in una splendida zona del viterbese, 13 comuni della Tuscia e dei monti Cimini, un territorio pieno di storia, di ricordi antichi e medievali, con piccoli comuni sospesi su delle rocche tufacee, un territorio ricco di forre e della preziosissima nocciola gentile romana. Un frutto, la nocciola, che da straordinaria risorsa rischia, in un futuro non troppo lontano, di trasformarsi in una maledizione. Di ciò dovremo ringraziare la monocultura, la coltivazione intensiva e l’opera predatoria della multinazionale Ferrero. Ma non è di questo che voglio parlarvi.

La nostra lotta per l’affermazione di un territorio e di un’agricoltura sostenibile è difficile, è complessa, ma non disperata.  Il 5 di settembre nell’assemblea dei sindaci, dei produttori e delle associazioni del Biodistretto abbiamo approvato una delibera con la quale i comuni si impegnano ad emettere ordinanze  che riducono rigorosamente  l’uso dei fitofarmaci, che impongono distanze e criteri rispettosi della salute e delle coltivazioni biologiche e infine si impone senza incertezza sulla base dell’elementare “ principio di precauzione “   il divieto assoluto dell’uso dell’erbicida glifosate  e di quei pesticidi ( neonicotinoidi ) che sono responsabili della strage delle api . Non sono petizioni per un futuro improbabile, perché la gran parte dei nostri comuni ha già adottato queste ordinanze. Non solo, grazie alla nostra iniziativa  e a consiglieri regionali di buona volontà,  la Regione Lazio, prima e unica, ha approvato una normativa molto interessante sull’ istituzione dei Biodistretti; la speranza, non la certezza, è che dia buoni frutti. In sostanza, se restiamo nei nostri villaggi non abbiamo ragioni per essere disperati. Pur tra problemi, difficoltà, tante contraddizioni, ma lentamente si fanno passi avanti. 

Lo sconforto viene quando alziamo la testa e guardiamo alla grande politica e alle scelte dei governi, allora si scoprono grandi ipocrisie e tante furbizie. Ipocrisia, perché la logica che guida il main stream, l’orientamento culturale e scientifico sulla tragedia del cambiamento climatico è una continua rimozione di un aspetto fondamentale. Se si vuole realmente affrontare il problema della presenza e dell’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera non si può ignorare   il ruolo centrale dell’agricoltura, che va ben oltre l’infamia della deforestazione. Esiste un nesso stringente ma rimosso e occultato in modo fazioso e interessato fra il sistema di produzione agricolo e l’anidride carbonica in atmosfera, fra la chimica dell’agricoltura intensiva e il cambiamento climatico. In una conferenza internazionale di scienziati tenuta alla FAO nel 2017 si è giunti alla conclusione che sotto i nostri piedi, in quei 70 cm di suolo che sono il vero laboratorio della vita, è concentrato il doppio di anidride carbonica di quella che è presente in atmosfera. Se il suolo viene trasformato, cosa frequentissima, in una discarica chimica, questo polmone della natura non solo non assorbirà più anidride carbonica, ma la libererà in atmosfera in quantità impressionanti. Si discute e si fa giusta polemica sull’Amazzonia ma sul disastro chimico in agricoltura nei luoghi importanti della politica si dice poco o nulla. La ragione è elementare: nel primo caso si denuncia un aspirante dittatore dell’America del Sud, nel secondo bisognerebbe denunciare l’industria chimica, le multinazionali dell’agroalimentare e quel sistema di potere nel quale molti sono compromessi   e che ha imposto e continua a imporre la chimica di sintesi in agricoltura.

Se guardiamo al comportamento del governo in carica la cosa non migliora, anzi. Prima, con gli esordi infelici dell’attuale ministra dell’agricoltura sugli OGM; poi, ed è molto più grave, con la presentazione di una  bozza del PAN nella quale vi è una totale assenza di un capitolo dedicato agli effetti sull’ambiente dei pesticidi e alle conseguenze e rischi per i soggetti che sono esposti  ai fitofarmaci. Questione su cui vi è ormai una letteratura sconfinata. Una studiosa e scienziata seria come la dottoressa Patrizia Gentilini ci ricorda che nello Stato di Washington proprio per effetto dei pesticidi vi è il 33% di mortalità precoce per il Parkinson e in Francia il Parkinson dei contadini è stato dichiarato malattia professionale. Le dieci maggiori associazioni ambientaliste ed agricole italiane denunciano che l’attuale bozza del PAN emessa dai tre ministeri competenti non è neppure coerente con le finalità indicate dalla direttiva europea 2009/128/CE sull’uso sostenibile dei pesticidi. In questa bozza che dovrebbe esprimere la visione generale e la strategia del governo sull’agricoltura non si indica con chiarezza l’obiettivo della riduzione dell’uso dei pesticidi, non si dice nulla su quel glifosate vietato recentemente in Austria, né sui pesticidi che causano la moria delle api, non si riconosce la priorità della conversione agro-ecologica del territorio. Siamo all’anno zero, altro che il “new deal verde” del presidente del Consiglio Conte.

Famiano Crucianelli - Presidente Biodistretto della via Amerina e delle Forre

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Appello "per il rispetto della memoria e della storia”

Pubblichiamo l'appello "per il rispetto della memoria e della storia” presente nel sito transform-italia.it

La risoluzione del Parlamento europeo approvata a grande maggioranza il 19 settembre scorso, su «importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa», è un atto politico e culturale sbagliato e da respingere con forza.

In primo luogo va detto che non spetta a un organismo istituzionale o politico affermare una determinata ricostruzione della storia. Questo è un compito che va lasciato al libero confronto tre le diverse interpretazioni e opinioni, alla ricerca degli studiosi. Un uso della storia che voglia imporre una determinata visione dei principali eventi del secolo scorso per farne armi per la battaglia politica immediata non dovrebbe avere cittadinanza in una vera democrazia.

In secondo luogo, le affermazioni riguardanti la storia del Novecento presenti nella risoluzione contengono errori, forzature e visioni unilaterali che sono inaccettabili. Vi si afferma che il “patto Molotov-Ribbentrop” del 23 agosto 1939, «ha spianato la strada allo scoppio della Seconda guerra mondiale». Si omette così qualsiasi riferimento al colpevole comportamento delle democrazie liberali di fronte alla politica espansionistica nazifascista, che data almeno dall’invasione dell’Etiopia (1935) e dalla guerra di Spagna scatenata dal generale Franco (1936), e proseguita con il “diktat di Monaco” (1938) e il conseguente smembramento della Cecoslovacchia non solo a opera della Germania, ma anche della Polonia e dell’Ungheria. E non va dimenticata la annessione dell’Austria (Anschluss) avvenuta l’11 marzo del 1938.

La storia ci insegna che l’Unione Sovietica cercò a lungo una intesa con Francia e Regno Unito in funzione antitedesca, e si decise a un accordo con la Germania (al fine di rimandare il pur inevitabile attacco nazista) solo quando fu chiaro che tale intesa era impossibile, anche per l’opposizione della classe dirigente polacca e alleata di Francia e Regno Unito.

Inoltre la risoluzione non fa cenno all’enorme contributo alla vittoria contro il nazifascismo, decisivo per le sorti stesse dell’Europa e dell’umanità, dato sia dall’Unione Sovietica (oltre 25 milioni di morti), sia da chi, ovunque in Europa e nel mondo, spesso guidato dagli ideali e dai simboli delle varie correnti del movimento comunista internazionale, si oppose alle truppe hitleriane e ai loro alleati. Si dimentica così che Antonio Gramsci, oggi tra gli autori più letti e studiati in tutto il mondo, morto per volontà del fascismo, era un dirigente e teorico comunista. Si riesce a nominare Auschwitz senza dire che fu l’esercito dell’Unione Sovietica a liberarne i prigionieri destinati allo sterminio. O si dimentica volutamente che in molti paesi (tra cui la Francia e l’Italia, ma non solo) i comunisti furono la principale componente della Resistenza al nazifascismo, dando un contributo di primo piano alla sua sconfitta e alla rinascita in quei paesi di una democrazia costituzionale e alla riaffermazione delle libertà politiche, sindacali, culturali e religiose. Per non parlare del decisivo apporto che Stati e idealità comuniste diedero nel Novecento alla liberazione di interi popolo dal giogo coloniale e a volte dalla schiavitù.

Ricordare questi dati di fatto, che la mozione colpevolmente omette, non significa ignorare e tacere sugli aspetti più condannabili di ciò che generalmente si chiama “stalinismo”, sugli errori e sugli orrori che vi furono anche in quel campo. Essi però non possono cancellare una differenza di fondo: mentre il nazifascismo, nel dare vita a una spietata dittatura e nel negare ogni spazio di democrazia, di libertà e persino di umanità, nel perseguitare fino allo sterminio proclamato e pianificato, le minoranze religiose, etniche, culturali, sessuali, cercò di realizzare i propri programmi, i regimi comunisti prima e dopo la guerra, allorquando si macchiarono di gravi e inaccettabili violazioni della democrazia e delle libertà, tradirono gli ideali, i valori e le promesse che aveva fatto. La qual cosa deve produrre domande, riflessioni e indagini, ma – congiuntamente al contributo dato dai militanti e dall’Urss alla sconfitta del nazifascismo – non permette in alcun modo l’equiparazione di nazismo e comunismo che è al centro della risoluzione del Parlamento europeo, né l’identificazione, più volte fatta dalla mozione, di comunismo e stalinismo, vista la grande varietà di correnti ideali ed esperienze politiche a cui il primo ha dato vita.

Queste falsificazioni e omissioni non possono essere assunte come base di una «memoria condivisa» e tantomeno diventare base di un programma comune di insegnamento della storia nelle scuole, come la mozione auspica. Non può divenire la piattaforma di una «Giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari», quale la mozione chiede. Né fornire la motivazione per la rimozione «di monumenti e luoghi commemorativi (parchi, piazze, strade, ecc.)» che, con la scusa della lotta a un indistinto totalitarismo, invita in realtà a cancellare limpide pagine della storia di chi contribuì col proprio sacrificio a battere il nazifascismo.

Si afferma che la mozione del Parlamento europeo contiene inevitabili compensazioni atte a far passare anche una affermazione di volontà di lotta al «ritorno al fascismo, al razzismo, alla xenofobia e ad altre forme di intolleranza».  Ma queste giuste esigenze di lotta al razzismo e al fascismo non possono fondarsi su un uso distorto e persino falso della storia o sul pretendere di recidere le radici di una componente fondamentale dell’antifascismo quale è quella comunista. I popoli d’Europa non lo devono permettere.

Primi firmatari:

Guido Liguori, Maurizio Acerbo, Walter Baier, Maria Luisa Boccia, Luciana Castellina, Paolo Ciofi, Davide Conti, Enzo Collotti, Maria Rosa Cutrufelli, Paolo Favilli. Paolo Ferrero, Eleonora Forenza, Nicola Fratoianni, Citto Maselli, Lidia Menapace, Massimo Modonesi, Roberto Morea, Roberto Musacchio, Pasqualina Napoletano, Rosa Rinaldi, Bianca Pomeranzi, Aldo Tortorella

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