Categoria: Libri
Editore: Priuli & Verlucca Editori
Pagine: 119
ISBN: 9788880682745
Anno: 2005
Note: Introduzione di Giovanni Kezich

Visite: 78

Stato prestito: Disponibile

Disponibilità: 1/1

Modulo richiesta prestito

Recensione

Il titolo è esemplificativo di un testo – corredato di bellissime immagini – che parla di una dimensione che non ha dimenticato il trascorrere pacato dell’esistenza, secondo i ritmi lenti della natura e del vivere contadino.Qui Mario Rigoni Stern prosegue il suo discorso di sempre, già iniziato col “Sergente nella neve”, la via del ritorno dopo la terribile disfatta in Russia, il ritrovare il clima fraterno e secolare dell’altipiano di Asiago, la famiglia, la terra, gli UOMINI.
Il testo di questo libro esprime la stessa lentezza del vivere sull’altipiano, conserva nella sua prosa ben cadenzata la liricità della natura, sembrerebbe essere proprio scandito dal camminare in un bosco, passione che Stern non tralascia mai di descrivere nei sui bellissimi, toccanti libri. L’aspetto iconografico di questo testo è molto curato, sia nella scelta delle fotografie che nella stessa impaginazione, qualità divenuta molto rara di questi tempi, quindi molti complimenti sia agli autori che all’editore.
Le immagini raccontano un vivere fatto di cose semplici, che derivano dal contatto profondo con la terra, e da una netta identificazione degli abitanti col loro territorio. Non è semplice, in tempi fatti di non luoghi, il narrare di un luogo così fortemente caratterizzato, pena passare per retrogradi. Si tratta di una scelta coraggiosa e per chi ha scritto il libro, e per chi l’ha pubblicato. Non finiranno mai di sorgere Mc Donald’s, tuttavia si spera vi siano sempre voci alte nella letteratura e nell’arte, che ci facciano ricordare da dove veniamo, chi siamo e, forse, dove andiamo.

dal sito dell'Editore

Un anno sull’Altipiano – inverno primavera estate autunno – nel racconto a due voci di un fotografo e di uno scrittore, nella tradizione di Un paese (1955) di Cesare Zavattini e di Paul Strand.L’Altipiano per antonomasia, dai tempi di Emilio Lussu, è quello di Asiago o «dei Sette Comuni» sulle Prealpi vicentine, a ridosso del vecchio confine trentino.
Lo scrittore è Mario Rigoni Stern, ormai acclamatissimo nonché serenamente ottuagenario, che del suo Altipiano ha saputo fare, in una vita intera di lavoro letterario, una specie di luogo dello spirito.
Il fotografo, asiaghese anche lui ma molto più giovane, è Enzo Rela, che coltiva in silenzio da più di trent’anni con amore e con rara perizia una propria originale poetica del bianco e nero, severa e scanzonata insieme. Con attenzione compunta, con sagacia, con spirito, Rela con la sua Leica o con una vecchia Olympus reflex va alla ricerca della magìa sottile dei luoghi, del sentimento silenzioso del tempo, della segreta spontaneità di compaesani e compaesane colti alla sprovvista dall’obiettivo: alla ricerca di quel senso dell’esistere, misterioso e beffardo insieme, che è talora dato cogliere nello sguardo degli anziani.
Luoghi, persone, atmosfere che sono gli stessi dei racconti di Rigoni Stern. Vi è infatti, tra le belle immagini di Rela e i temi cari a Rigoni Stern, una corrispondenza naturale ed evidente, che balzerà subito agli occhi di quanti – e sono tanti – hanno amato Il bosco degli urogalli, la Storia di Tönle, e tanti altri dei libri dello scrittore asiaghese.
Nasce così questo libro, un po’ reportage e un po’ Spoon River, per uno sguardo su un mondo di montagna che appare assorto in una propria quotidianità senza tempo, ineffabile in una sua umiltà dignitosa e semplice, la stessa che si coglie sui visi di tanti dei piccoli patriarchi al tramonto ritratti da Rela.
Un mondo di grandi spazi aperti e luminosi, di neve che cade e che poi se ne va, di vecchi che invecchiano e di bimbi che nascono, anni luce lontano da qualsiasi oleografia alpestre, da tanta retorica alpinologica o dal prepotente localismo oggi in gran voga: l’Altipiano, un posto per gli uomini.

dal sito: alpinia.net