Materiali per l'incontro su "La crisi ecologica"

incontro
LA CRISI ECOLOGICA
venerdì 15 marzo ore 18,00
Piano-Terra, via Diaz, 71 - Vittorio Veneto

COMUNICAZIONE: Luigi Pellizzoni, per improvvisi impegni non potrà partecipare all'incontro.
Se non l'avete fatto, ricordatevi che è possibile prenotarsi scrivendo a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

In vista dell'incontro di venerdì 15, pubblichiamo due brevi estratti: il primo, dal libro di Salvo Torre - Contro la Frammentazione. Movimenti sociali e spazio della politica, Ombre Corte, Verona 2018.


 Da diversi anni ormai i movimenti sociali che sono emersi in tutto il pianeta hanno dimostrato di poter rappresentare una grande novità politica e di possedere la capacità di agire in modo determinante in grandi contesti di trasformazione. Il mio ragionamento parte dal presupposto che nella fase storica attuale si stia realizzando una transizione di lungo periodo determinata dalla crisi irreversibile del sistema economico globale e dall’apertura di prospettive inedite per l’organizzazione della vita sul pianeta. Si tratta di un assunto, condiviso da molti, che deriva dal grande dibattito che da qualche decennio considera l’insieme di ciò che sta avvenendo come un complesso tracollo che segna la fine della modernità e di quel sistema economico che ha determinato una radicale trasformazione della biosfera e della storia delle società umane.

Negli ultimi anni, seguendo i tanti pensatori che rappresentano una parte consistente della critica alla società globale, mi sono posto il problema di inquadrare all’interno di questa fase alcuni dei processi che coinvolgono relazioni ecologiche, differenti soggetti politici e modelli di organizzazione sociale, cercando di identificare, quando possibile, gli elementi di novità e di conflitto. Specificamente quelle tensioni che, secondo una lettura marxista tradizionale, possono essere individuate come i «semi della dissoluzione», quegli elementi che partecipano alla destrutturazione dei rapporti sociali consolidati e che rappresentano al contempo i luoghi in cui si inizia a costruire la società futura. Secondo un principio analogo, anche l’analisi decostruzionista, che guida i metodi di applicazione degli studi postcoloniali, presuppone che nella loro successione storica le società si trasformino a partire da elementi che emergono al loro interno, per poi disseminarsi e concorrere alla loro trasformazione.

[...]  La potenza espressa nelle esperienze attuali concorre alla definizione generale di un nuovo territorio, il pianeta, e di nuove forme dell’articolazione sociale, le comunità ecologiche. La potenza insita nell’idea del vivente si contrappone certamente al puro dominio del potere necropolitico analizzato da Mbembe. I conflitti socioecologici non sono dunque una categoria specifica, così come non lo possono più essere i movimenti per la giustizia ambientale, tutti i movimenti hanno una caratterizzazione socioecologica, perché tutti i processi in atto comportano ormai crisi ecologiche e soprattutto perché l’unica alternativa rimasta prevede la riformulazione di un’etica politica del vivente, in opposizione ad un progetto di dissoluzione che non potrà prevalere a lungo.

Il secondo estratto è tratto dalla recensione a Contro la frammentazione, scritta da Emanuele Leonardi.

  [...]  Credo che dal punto di vista della teoria politica l’ipotesi formulata in Contro la frammentazione sia tra le più interessanti degli ultimi anni. Andrà approfondita, certo, ma segna una soglia al di qua della quale non val più la pena di sporgersi. Mi limito dunque, in conclusione, a proporre un rapido elenco di questioni che mi auguro possa accompagnare lo sviluppo di quest’ipotesi del vivente come progetto di ricomposizione: il mutevole rapporto tra produzione di valore e produzione di natura; l’analisi delle affinità e frizioni tra crisi finanziarie e crisi ecologiche, nonché tra territorialità urbana e sostenibilità; le politiche della materia messe in atto dai nuovi movimenti contadini; la connessione tra welfare del comune (commonfare) e salvaguardia ambientale; l’emergere di una dimensione quotidiana ed esistenziale dell’ecologia politica; la nuova centralità – a ogni livello – della sfera della riproduzione sociale.

La recensione è stata pubblicata su Effimera del 20.07.2018, per leggerla tutta CLICCA QUI




Stampa Email