Scorrendo le pagine FB mi sono imbattuta nella foto postata da un ragazzo intitolata il risveglio.

La foto ritrae la Val Visdende, bellissima valle del Comelico, devastata dalla furia del vento nella recente alluvione che ha colpito in modo violento la provincia di Belluno.

Val Visdende con i suoi alberi preziosi a terra, attraversata da pallidi ma luminosi raggi di sole.

Ecco il risveglio.

Una valle, una terra che si risveglia da un brutto sogno, alla quale quei seppur tiepidi raggi di sole danno la possibilità di alzarsi e ripensare, riprogrammare il proprio futuro.

Molto si è già detto della recente alluvione, della forza dell’acqua e del vento, di cambiamenti climatici, di abbandono della montagna e della terra, di una natura che pare ribellarsi o che semplicemente mostra uno dei suoi volti.

Ad ogni risveglio segue un giorno nuovo e credo sia fondamentale pensare come vogliamo viverlo, una riflessione sulla “montagna bene comune” è doverosa.

C’è molto da fare, da ricostruire ma ancor di più da riprogettare, da ricordare e riinventare.

La montagna, le aree interne, il Comelico nel quale vivo, hanno urgenza di un risveglio culturale, sociale, ambientale, economico.

Spaventa lo spopolamento ed a chi resta spaventa l’assenza di speranza e prospettive.

C’è bisogno di ripensare ad un progetto che permetta la gestione della terra, dei boschi, renda possibili le attività agricole ed economiche, il ripensamento dei servizi che rendano possibile il vivere in montagna ma c’è bisogno anche di cultura, conoscenza e competenza.

Un progetto che sia pensato coinvolgendo gli abitanti/custodi della montagna, che abbia uno sguardo ampio e che dal locale sia in grado di guardare al mondo e viceversa, nel rispetto di uomini ed ambiente.

Servono competenze e progetti, lungimiranza e disponibilità economica.

La strategia nazionale delle aree interne, pensata dal l’allora ministro Barca, ha dato e sta dando ai territori marginali possibilità e strumenti per conoscersi e ripensarsi.

Alle aree interne vanno dati strumenti per ritrovare attrattività e lavoro, per valorizzarsi e sostenersi.

Il Comelico terra di unica bellezza, individuato come area interna, dopo oltre due anni di intenso lavoro, la propria strategia l’ha elaborata.

Si tratta ora più che mai di realizzarla, rigenerando il territorio, valorizzando l’esistente con la capacità di innovarsi, ricreando comunità coesa e culturalmente consapevole del valore del proprio territorio e del viverci.

Alla montagna, alle aree interne tutte che coprono gran parte dell’Italia, la politica deve dare risposte, la politica è fatta anche di scelte, ebbene, si abbia il coraggio e l’accortezza di farle, di farle bene e subito, con la consapevolezza che “salvando” terre e luoghi, si salva la storia e la dignità delle persone.

La sfida che sta vivendo il Comelico è la sfida della montagna tutta, di tutte le aree interne, l’alluvione è stata ed è una difficoltà in più ma il risveglio è occasione di rinascita, che sia affrontata bene questa nuova opportunità!

Santo Stefano di Cadore, 18/11/2018    Alessandra Buzzo