The New Wild (Vita nelle terre abbandonate) alla terza serata di "Cinema e Ambiente 2019"

  MULTISALA VERDI - Vittorio Veneto
26 febbraio – ore 21,00   ingresso libero e gratuito
Interventi finali del regista Christopher Thomson e del poeta Luciano Cecchinel

The New Wild (Vita nelle terre abbandonate)
documentario, Italia 2017, 68', col. – sottotitoli
Regia di Christopher Thomson

"Un'esperienza cinematografica stupefacenteLaurence Boyce – Tallinn Black Nights Film Festival

"Meraviglioso"   George Monbiot – The Guardian

"Nella sua profonda poesia porta considerazioni inedite e intuizioni tanto originali quanto inaspettate”   Enos Costantini – Direttore di Tiere Furlane






"Se ci ricordassimo di vedere la cultura nei nostri paesaggi naturali, forse vedremmo la natura nei nostri paesaggi umani ".

L’inglese Christopher Thomson ha trascorso gli ultimi sette anni a Dordolla, minuscola frazione di Moggio Udinese, sviluppando un’ indagine, in forma di documentario, sulla natura che lentamente riprende possesso dei propri spazi. Nuovi e sorprendenti paesaggi emergono dappertutto,  mentre le popolazioni rurali invecchiano e scivolano a valle. Dove i terreni agricoli rimangono incolti si reinsedia una natura autodeterminata: crescono alberi dove un tempo c’erano campi, e i selvatici vagano liberi tra i ruderi.

Distanti dall’attrazione dei nostri centri economici, le regioni marginalizzate stanno assistendo all’inizio di un crollo demografico e culturale. Interi stili di vita diventano storie, le storie diventano Storia e, a mano a mano che la città si espande, i ricordi cominciano a svanire.

Qualcosa però cresce dalle spaccature della rovina e tra le fessure di più grandi cambiamenti si incrociano storie minori: da un’abbandonata valle alpina un paese ci offre, nel suo precario tentativo di sopravvivere, una serie di riflessioni sul nostro mutevole rapporto con la campagna e con il mondo naturale tutto.

Un documento emozionante. Un Friuli come non si è mai visto.

The New Wild, prodotto dallo stesso Thomson, sostenuto dall’Università di Innsbruck, prima di “tornare a casa” in Friuli è stato accolto entusiasticamente in numerosi festival internazionali, fra cui il Black Nights Film Festival di Tallin, Camerimage International Cinematography Film Festival, Innsbruck Nature Film Festival, Sofia Independent Film Festival.


 Christopher Thomson, nato a Londra nel 1985, è uno scrittore e filmmaker che vive e lavora tra l’Inghilterra, l’Italia, l’Austria e altrove. Il suo lavoro si focalizza sulla percezione del paesaggio e sul significato dei luoghi, attraverso cui viene spesso esplorato lo spazio marginale che lascia traccia della nostra condizione contemporanea. Ha pubblicato libri e mappe, ha prodotto diversi progetti video e ha curato il festival d’arte “Harvest”. The New Wild è il suo primo lungometraggio.

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Orsi, panda ed altri animali alla seconda serata di "Cinema e Ambiente 2019"

  MULTISALA VERDI - Vittorio Veneto
19 febbraio – ore 21,00   ingresso libero e gratuito

Kamchatka Bears. Life Begins
documentario, Russia 2017, 60’, col. - sottotitoli
Regia di Irina Zhuravleva e Vladislav Grishin 

Premi:
Menzione speciale WWF, Cinemambiente Torino 2018
Trofeo Stambecco d’Oro Junior,Gran Paradiso Film Festival 2018

La Kamchatka, che fa parte integrante della Russia, è una penisola lunga 1.200 chilometri, più o meno quanto l’Italia, situata all’estremo est della Siberia, a nord del Giappone e ad ovest dell’Alaska. Quasi disabitata, è un vero paradiso naturalistico: 160 vulcani, geyser, foreste, praterie e una grande biodiversità.
Su tutto regna l’orso bruno, il vero re della tundra. L’orso bruno della Kamchatka è un gigante che sfiora i 3 metri di altezza e un peso che raggiunge i 700 chili, tanto che i suoi membri più grossi contendono all’orso polare il titolo di carnivoro terrestre più grande del mondo. In questo "stato degli orsi" vivono all'incirca dai 15 ai 30 mila individui: in nessun altro luogo della Russia, nemmeno nel resto del mondo, si trova una così elevata concentrazione di questi plantigradi.

La troupe del documentario ha trascorso sette mesi nel South Kamchatka Federal Sanctuary osservando e filmando le vite quotidiane dei cuccioli di orso appena nati. il risultato è un reportage naturalistico che si distingue per la totale assenza di voci e interferenze umane, permettendo allo spettatore un’esperienza immersiva nella bellezza di una natura selvaggia e incontaminata. Il film è frutto di un lavoro di équipe dei due registi sotto la guida di ambientalisti ed ecologisti di fama internazionale.

NOTE DI REGIA
L'uomo moderno si sta allontanando dalla natura. Le persone hanno meno probabilità di incontrare animali selvatici, e se lo fanno, gli animali sono spesso visti come una minaccia o fonte di guadagno. Questo è particolarmente vero per i grandi predatori, come l'orso bruno. Fortunatamente, ci sono luoghi sulla terra in cui gli umani riescono a proteggerli e vivono con loro in una vera armonia. Il nostro obiettivo è quello di immergere il pubblico in un'atmosfera di equilibrio naturale che rimane ancora nelle aree protette, evocando un profondo desiderio di indagare e conservare ciò che ancora abbiamo di incontaminato. Il film mette in mostra il mondo della natura, che vive in linea con le sue leggi ma è aperto a coloro che vi entrano con rispetto e conoscenza.



I REGISTI

IRINA ZHURAVLEVA
Irina Zhuravleva è impegnata in progetti culturali e mediatici riguardanti l'atteggiamento responsabile nei confronti dell'ambiente. 'Kamchatka Bears" 'è il suo debutto cinematografico. Ora sta lavorando ad un secondo film sulle foreste antiche e sugli orsi neri asiatici. Vive a Perm e a Mosca, Russia.


VLADISLAV GRISHIN

Vladislav Grishin è impegnato, dal 2000, nella produzione di film documentari. Vive a San Pietroburgo, Russia.


a seguire:

Short Visions da Lago Film Fest
Una selezione di cortometraggi sull’ambiente, proposta da Lago Film Fest

Kuhina di Joni Männistö (Finlandia 2011 - 7:18, col.)
Premi: Dresda Film Festival 2012; Tallin Black Nights Film Festival 2012

Sorprendente cortometraggio di diploma che racconta l’esplorazione ludica di un bambino a contatto con la natura, in questo caso gli insetti.

Sog di Jonatan Schwenk (Germania 2017 - 10:14, col.)
Premi: Festival di Annecy 2017; Short Film Festival, Berlino 2017

Animazione che mescola computer grafica e stop motion dove sorprendiamo dei pesci che emettono strani versi intrappolati su degli alberi, chiedono aiuto a degli umanoidi che vivono in una caverna lì vicino che però non sono affatto contenti di questa invasione.
 
Pandas di Matúš Vizár (Slovacchia 2012 - 11:28, col)
Premio: sezione Cinéfondation, Cannes 2013

Irriverente e colorata animazione che riscrive in maniera cinica l’evoluzione del panda. La sinossi del film recita: i panda «sono il prodotto di milioni di generazioni prima di loro, eppure sono lasciati tutti soli nella foresta a badare a se stessi. Un giorno, un primate troppo attivo, l’essere umano, li trova e …».

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Cinema e Ambiente 2019: al via con "Pesticidi siamo alla frutta"

Da pochi giorni sono stati pubblicati dall'ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto), i dati di vendita dei prodotti fitosanitari dell’anno 2017.
Vedi: http://www.arpa.veneto.it/dati-ambientali/open-data/fitosanitari
Estrapolandoli, risulta che nella provincia di Treviso, sono stati dichiarati venduti 1.422 prodotti commerciali. La quantità di pesticidi dichiarati venduti è di 3.909 tonnellate: una media di 4,4 kg. circa per ciascun abitante della provincia.
Per dare un’idea delle dimensioni del problema è come se in un piccolo Comune di 5.000 abitanti fossero stati sparpagliati 240 quintali , concentrati soprattutto in 4 mesi, da metà aprile a metà agosto.
Se poi si considerano i dati rilevati dall’ISTAT per lo stesso anno 2017 le quantità cambiano notevolmente in quanto il totale rilevato dalle dichiarazioni di vendita dei produttori salgono a ben 4.900 tonnellate.
Vedi: http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCSP_FITOSANITARI
Differenza non da poco: sono 1.000 tonnellate per la sola provincia di Treviso, il 25% in più.
Aggiungiamo poi, che oggi è possibile acquistare questi prodotti via internet e che questi dati non possono essere rilevati né dall'ISTAT né dall'ARPAV.
Siamo nel vivo di un'autentica emergenza sanitaria e ambientale.



 Con queste pesanti ed impressionanti premesse, PESTICIDI SIAMO ALLA FRUTTA, il documentario dei trentini Andrea Tomasi e e Leonardo Fabbri, apre la Rassegna "Cinema e Ambiente 2019" di Vittorio Veneto.
Il documentario, affermano i due registi, è "Un viaggio nell’Italia dei veleni, un racconto sull’ambiente che stiamo contaminando e sulla salute (nostra e dei nostri figli) che stiamo mettendo a rischio, un’occasione per informarci, per sapere cose che pochi sanno. Un’ora di video, che scorre anche con qualche risata.
Biancaneve non è sola. Come lei, anche noi dobbiamo fare i conti con il veleno. Non parliamo solo di mele. E questa volta non ci sono principi azzurri che ci vengono a salvare. Noi dobbiamo sbrigarcela da soli. In giro si vedono re, regine e streghe cattive. E poi ci sono nani, tantissimi nani."

Pesticidi, siamo alla frutta raccoglie il contributo di medici-pediatri, oncologi, nutrizionisti e contadini. Oltre a questi, gli interventi del meteorologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli e dell'attore e regista Marco Paolini.

La presenza in sala del regista, Andrea Tomasi, ci offre l'occasione di dibattere e confrontare la realtà tevigiana con quella di Trento e Bolzano, i problemi conseguenti alla monocoltura della vite con quelli della monocoltura delle mele.





Andrea Tomasi
Nato a Trento nel 1973. Giornalista professionista, laureato in giurisprudenza, ha lavorato per carta stampata, radio e televisione. Attualmente è cronista al quotidiano l’Adige. Ha pubblicato i libri: “La farfalla avvelenata” (Città del Sole, 2012) e “Fotocamera con vista” (Il Margine, 2009). È anche co-autore del docufilm “Veleni in paradiso” (2015), sul traffico di rifiuti tossici nel profondo nord e sull’abuso di pesticidi in agricoltura.

È evidente che viviamo in un ambiente dove le fonti di inquinamento sono molteplici, non ci sono solo i pesticidi che ci danneggiano, pensiamo ai telefoni cellulari, all’inquinamento atmosferico. Ma ci sono delle cose che possiamo cambiare a tra queste c’è l’utilizzo dei pesticidi. Andrea Tomasi



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Cinema e Ambiente 2019

La settima edizione della Rassegna Cinema e Ambiente partirà martedi 12 febbraio, alle ore 21, al Cinema Verdi di Vittorio Veneto, con la proiezione del documentario PESTICIDI SIAMO ALLA FRUTTA, presente il regista in sala.
Partendo dal lato oscuro della melicoltura in Trentino, il film compie un vero e proprio viaggio attraverso le conseguenze dell'esposizione ai pesticidi sulla salute delle persone e punta i riflettori sui vuoti normativi e sulle contraddizioni del sistema.
Cinema e Ambiente vive del volontariato dei nostri militanti e sostenitori. Chi vuole dare una mano all'organizzazione è benvenuto. CONTATTACI per entrare a far parte della Associazione.

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Vittorio Vto: Stop vigneto a San Giacomo

Il Comitato Marcia STOP Pesticidi ritiene che i vigneti ed ogni altra coltivazione soggetta all’uso dei pesticidi debbano essere banditi dai centri abitati e dalle vicinanze di scuole, asili, ospedali e da tutti i luoghi sensibili.

Chiede ai Comuni e alla Regione l'istituzione di fasce di protezione e parchi verdi attorno a scuole, asili e campus scolastici.

Esprime solidarietà e sostegno all'azione di protesta del gruppo di genitori e cittadini di San Giacomo di Vittorio Veneto che stanno lottando per la difesa dei bambini e delle famiglie contro i rischi di un nuovo vigneto nel campo adiacente all’asilo di via San Fermo;

Nella consapevolezza che questa azione democratica e popolare sia importante per tutta la Comunità e per il territorio; invita L’Amministrazione Comunale di Vittorio Veneto a bloccare il nuovo vigneto e a realizzare una area di protezione, adibita a parco pubblico, attorno all'asilo di San Fermo. (23 dicembre 2018)

FUORI I VIGNETI DAI CENTRI ABITATI !

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Calendario del Cansiglio 2019

CANSIGLIO, LA FORESTA NEL CUORE.
Nell'anno dell'ecatombe degli alberi, un omaggio alla Foresta ferita con tredici opere in bianco e nero di Massimiliano Modolo.


 La Foresta del Cansiglio è un grande patrimonio naturale, storico e culturale nel cuore del Veneto. Ma la Foresta sta anche nel cuore di ognuno di noi come santuario spirituale in cui i nostri io profondi si incontrano con le forme naturali della Vita. Abbiamo tutti il dovere di difenderla e preservarla per le generazioni future.

Fin dagli anni Settanta è avanzata in forme diverse la proposta di Istituzione di un Parco naturale sostenuta oggi dal Comitato Amici del Cansiglio. Da anni il movimento si batte per una Legge di Istituzione del Parco che riconosca tutto il Cansiglio, sia nella parte veneta che in quella friulana, come area protetta, che unifichi l'amministrazione del territorio demaniale, che coniughi salvaguardia ambientale ed economia locale e che si connetta alle altre aree protette del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.


MASSIMILIANO MODOLO
                                                                                                                                                                                                                                                     
Fa parte della redazione di Amici del Cansiglio e cura il gruppo di PhotoCansiglio-Facebook. E' stato uno dei fondatori, nel 2013, del Gruppo Fotografico CAI di Conegliano, e fa parte
del Gruppo Inquadra, di Conegliano. Numerose suoi scatti sono stati esposti e premiati in alcune mostre fotografiche italiane, pubblicate in riviste e manifesti. E' presente nel Calendario del Cansiglio dall'edizione del 2013. 

"La mia grande passione è la fotografia di paesaggio, non intesa come una raccolta di cartoline, ma come uno specchio dell'anima in cui rifletto le mie sensazioni e le mie emozioni evitando il più possibile di rendere oggettiva la mia visione; forse è per questo che le mie fotografie in bianco e nero sembrano delle radiografie attraversate dalla luce del bosco. Nei miei paesaggi mi muovo liberamente, cerco di portare lo sguardo oltre il "luogo" fisico dello scatto, verso un ascolto profondo delle atmosfere e delle suggestioni che provo, cerco di incontrare la Natura nella sua forma più pura. Coltivo da anni, con la Foresta del Cansiglio un dialogo silenzioso che invito tutti a cercare."



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